Triste paura

Triste paura

Mi hai guardato

Ho visto il tuo interesse

Mentre bevevo un caffè

Me ne sono accorta

Ti ho colpito

Ti ho colpito molto

Mi ha fatto piacere

Sapere di piacere

Ma quando mi hai chiesto

Con modo gentile

E occhi che parevano

Sensibili e dolci

“Posso sedermi con te?”

“No!” ho risposto

In modo secco e tagliente

Ho capito allora

Con tristezza

Che gli uomini

ormai mi fanno solo paura

Paola Tassinari alias Teoderica

A volte

 

A volte si è talmente tristi

Che non si vede neanche

La bellezza dei papaveri

Noti solo la fragilità

Dei loro petali sgualciti

Il loro rosso accecante

E gioioso ti ferisce

Come la lama

Di un raggio di sole

Nulla ti dà respiro

sei inondato e annegato

Di piovoso novembre

Che spegne

Ogni tuo tentativo

Di accendere un sorriso

E il peggio è che non hai

Più speranza in un domani

senza pioggia anche se è giugno

Paola Tassinari alias Teoderica

Niente

Niente

E quando i giorni

seppur pesanti e grevi

sembrano vuoti

sgombrati e inutili

tali e quali

a ciò che resta

di un palloncino

sgonfiato e scoppiato

da uno spillo appuntito

ricordi i giorni felici

di quando volavi nel cielo

quando ti bastava trovare

la piuma di un piccione

per sentirti protetta dagli angeli

o mangiavi spaghetti

al nero di seppia

lavandoti i denti col sapone

dentro ad una scatola di bagno

sorridevi per niente

ed ora ti senti un qualcosa di niente

Paola Tassinari alias Teoderica

Di sempre e per sempre

Di sempre e per sempre

Cinquant’ anni, tanti e tutti passati

alle spalle velocemente, dolcemente

al sicuro in un recinto d’amore

non le era pesata la gabbia

ci aveva messo il corpo, il cuore,

ma non la mente, questa viaggiava

con don Chisciotte e i cavalieri antichi

sognando di mondi lontani, di draghi e di principi

così lei partì a cinquant’anni

col cuore battente di paura

alla scoperta di mondi lontani

di draghi e di principi

che visti da vicino scoprì

non erano altro

che aria fritta di scarso valore

le sue battaglie vinte o perse

erano comunque finite

volle così fortissimamente

tornare alla sua casa

la sua mente non più furiosa

la guerra finalmente finita

si rese conto che non aveva combattuto da sola

se alla fine forse aveva vinto e sorriso

era perché con lei

vi era sempre stato eroico e fedele

il suo Ronzinante

l’amore antico

di sempre e per sempre

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Nebbia

Nebbia in cui perdersi

Affondando nella sabbia

Di ricordi sabini

E sibillini

Mentre le cicale irose

Cantan come pazze

Ecco Tolosa

Terra di angeli

Tristi artisti

Zingari e nani

Dai piedi scalzi

Incanto santo

La risposta

Nel vento tempo

Che ti sfiora

Non sei più sola

Improvvisamente il sole

Paola tassinari alias Teoderica

 

La Signora consolata

La Signora consolata

Lei non lo lascia vivere

è arrivata all’inizio del tempo

e ora è sempre qui

insistente

lamentosa

invadente

E mi parla di lui

Dove è andato questo lui?

Fuori dalla sua casa

dal suo cuore

e adesso lei vuole riempire il suo vuoto

Mica avrà scelto me

Io non sono pronto per una signora così

Ma lei ha allungato la sua mano tremante

e mi ha detto

vieni con me

ti cullerò con i miei sogni

e ti darò i baci che volevo dare a lui

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Sbuco da un buco

Sbuco da un buco

Strade intraprese

E poi terminate

Certe finite male

Certe alla grande

A volte facili

A volte impervie

Ora ho un tragitto

Sassoso e doloroso

Dove mi infango e scivolo

Mi salvo aggrappandomi

Ai rami che penzolano

Sono le fronde di un prugno

Raccolgo gli ultimi frutti

Dal sapore dolce e asprigno

Che evacuano i resti

Di un pasto avariato

E poi sbuco da un buco

In un campo giallo di fiori e di sole

Paola Tassinari alias Teoderica

Ti ricordi?

Ti ricordi?

Eravamo seduti

su un muricciolo

soli in mezzo alla gente

sorridenti e radiosi

di sole e d’amore

ti passavo con la lingua

la caramella e tu ridendo

la ripassavi a me ridente

brindavamo con baci briosi

e brillavamo brilli di brividi

 

Paola Tassinari alias Teoderica