LA PAURA

Maat

Napoleone vinse tante battaglie

Ma perse l’ultima e rimase solo

Non deve essere stato facile

Sentirsi forti e vincitori

Per poi trovarsi a tappeto

Stesi da un montante

Un uppercut dal basso all’alto

Che rende la sconfitta più amara

Con la mente invasa di folle paura

Sentirsi in un limbo di cenere

Pensando a ciò che era e aveva

Chissà se qualche ricordo felice

Lo ha cullato nella sua perdita

 

IL MIO INCONSCIO

pt 6

Il mio inconscio è zuppo
Di biscotti e di impronte
Di antiche memorie
Che innaffiano la mente
Vivono attraverso di me
E non mi lasciano stare
Mi rosicchiano e mi spingono
Nel loro tutto nel loro fiordo
Così ieri ero Dante
L’altro ieri Michelangelo
Oggi sono Duchamp
Domani chi vivrà in me?
Anime che mi bi_scottano
Talmente grandi e potenti
Che non controllo
Anime che mi bruciano
In scintille colorate
Felici impronte pronte
Di svelarmi l’ignoto
O il noto immoto dono

Teoderica

 

CON ORDINE E SENZA OSSESSO

Paolo e Francesca

In fretta impazzisce
Chi diventa schiavo
Dell’eccesso e del disordine
Se il poeta dice che muore
Chi è schiavo dell’abitudine
Chi è preda e non domina
Il disuso e il caos caso
Sarà la vittima di se stesso
Perché vi è un tempo per la notte
E uno per il giorno
E occorre la misura della normalità
Per misurare gli angoli
Sia acuti che ottusi
La norma che regola
Con cui guiderai te stesso
Con ordine e senza ossesso

Teoderica

IL PIANTO

Diario 2

Il pianto del salice piangente

allunga i suoi rami

come rivoli di acqua

lunghi filamentosi

piccoli fiumi

solcano il viso

da cui la navicella

Per correr miglior

acque ha alzato le vele

lasciando dietro a sé mar sì crudele

che reclude alle anime belle e pure

Teoderica

E’ STATA MIA LA COLPA

imm4

E’ stata mia la colpa

se non sono stata al gioco

ho lasciato i fili

per andare da Mangiafuoco

con gli altri burattini

Il suono dell’armonica

che avevo regalato a Xia

mi ricorda i miei compagni

gelosi furiosi e dispettosi

volevano le stesse dolci attenzioni

chissà dove e cosa siete ora

se siete diventati grandi

inscatolati come il tonno

o intorpiditi dalla plastica

del falso e stupido sonno

è sempre e solo mia la colpa

se continuo a non stare al gioco

non posso farci niente

se sono nata controcorrente

Teoderica

DEDICATA A RINO GAETANO

bellezza colori roberto travagliniRino come Guerrin Meschino

cavaliere errante sibillino

ho trovato il tuo cavallo

solo e sperduto nel vallo

l’ho portato nell’isola di Alcina

nell’arcano meleto della Tina

dove vive l’omo salvatico

con la strega da cuore magico

che sputa parole come pinoli

bianchi e appuntiti come acciaioli

contro un mondo in sfacelo e di malpelo

che è riuscito a scolorire il cielo

Teoderica