Il fiume

Il fiume

Questa mattina il fiume mi ha colpito

mi sono fermata e l’ho fotografato

folgorata dal suo verde damascato

seppur combattendolo strenuamente

sono intrisa come tutti di nichilismo

come una falena attratta dalle falsi luci

dei torrenti impetuosi di montagna

dall’immensità del periglioso mare

acque piene di insidie per naviganti esperti

che ho solcato inabile piena di speranze

che resta ora se non il placido fiume

dalle sponde vicine che mi ricordano

le divine sacre barche degli antichi egizi?

La sorgente è l’inizio, il mare l’apice

emozioni travolgenti che si dimenticano in fretta

mentre restano indelebili i ricordi delle acque tranquille

 

Paola Tassinari alias Teoderica

PENSO

PENSO

Alla sera a letto

prima di dormire

di solito

leggo un po’

a volte faccio

altre cose

che non vi dico

altre guardo

i vostri commenti

in questo momento

penso

penso alla fiducia

che avevo nelle parole

del Governo e dei politici

mi fidavo di loro

Come è successo non so

una manciata di anni

e non solo non mi fido più

ma li percepisco

come il contrario

del vero e del giusto

preoccupati invero

di essere alla moda

trucco e parrucco

tinti e plastificati

tronfi di finti trionfi

forse han ragione

già lo disse il cantante

dai diamanti non nasce niente

dal letame nascono i fiori

 

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Il Lemure

Il Lemure

Poetare per eliminare

le bucce dei Lemuri

per gettare alle spalle

come fagioli neri

i sassi di gesti indigesti

di parole serpentesche

di tatuaggi non chiari

che ammantati di luce

e di falso dolce sorriso

voglion solo schiacciarti

per lasciarti al buio della Caina

e allora poeta e prega

ingolla e trasforma il veleno

in semplice acqua

che lava l’anima e il corpo

dall’impronta del Lemure

non lasciare che la sua buccia

ricopra la tua pelle

che l’astio ti guidi

porgi l’altra guancia

piuttosto che spegnere la tua luce

il Lemure non vuole che questo

che tu strisci accanto a lui nel falso splendore

dell’alzata di testa del cobra al pifferaio

 

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Senzazione 5

Senzazione 5

Relax, caffè, giornale, sigaretta, oh! Ora arriva il riposo e l’allentamento delle tensioni, ah! Respiro di sollievo, bicicletta, aria, verde, campagna, ormai sono al mare, dormire? Pisolino? Lettura romanzo? Tutto è ok,  boom, bonk  bonk, ruota a terra, azz, azz, torno indietro, pant pant, caldo, sbuffo, sudo, fontana ristoro, salva bicicletta, pompa, pompa, non si gonfia, mi alzo e sbatto la testa su una sbarra di ferro, ahi! ahia!, dolore, caldo, sudo, sbuffo, non è giornata, conto i chilometri, i metri, i centimetri, finalmente a casa, mollo la bici, non è giornata, no, non è giornata, dico un’Ave Maria contro il diavolo dispettoso e no non è giornata o forse stasera mi torna indietro per contrappasso un amore, dolcetto o manicaretto?

Paola Tassinari alias Teoderica

Sensazione 4

Sensazione 4

Quando non li hai, i sogni intendo, che noia, l’ozio, bello, piacevole, ma oziare, oziare troppo, stanca, che stanchezza, ma cosa devo fare, non ho un razzo di idea, uff e uff, uffa, quello non mi va, là già so, e poi, arriva il sogno, nebuloso, facile, tutto, realizzato in un bip, attenta, che non diventi bipop, infatti, da bip, diventa bipop, diventa idea, che spinge, sussurra, scalpita, poi galoppa, devo realizzare il sogno, ansia, sto male, perché razzo, mi è venuta l’idea, che prima, stavo tanto bene, senza un razzo da fare

Paola Tassinari alias Teoderica

Sensazione 3

Sensazione 3

Ansia, vorresti non averla, eppure, lei, l’ansia, arriva, silenziosa, come un serpente, che poi, lo senti, avvolgerti, piano, ma inesorabilmente, ti soffoca, aghi in gola, pugno nello stomaco, membra eccitate, e, il cuore, la mente, battono, incessanti, martellanti, senza riposo, faccio, non faccio, telefono, tento, sto male, un’altra prova, ma non finiscono mai, quando, potrò stare, quieta, calma, fare la signora agghindata, prendere un caffè, in piazza, invece che questo ansimare, tutto questo ogni volta che tento di realizzare un sogno che poi spesso non si realizza, ma, non è questo, che mi preoccupa, il non riuscire, mi preoccupa, invece, perdere il sogno

Paola Tassinari alias Teoderica

Sensazione 2

Sensazione 2

Adagiata, distesa, allungata, sto bene, in armonia, luce, calore, mare, sabbia, tutt’uno, cielo, terso e teso, come un fazzoletto, enorme, azzurro, è dentro di me, mentre, il mio involucro, sabbia, terra, è attorno a me,  la luce solare, azzurro cielo, e, giallo sabbia, unisce i sensi, nell’attimo, in cui, sei esattamente a metà fra cielo e terra, completa  e compiuta

Paola Tassinari alias Teoderica

Sensazione 1

Sensazione 1

Atmosfera sospesa, sul chi va là, bottiglia di vino pregiato, in alto, sulla mensola, in bella vista, cade, vetri sparsi, spruzzi rossi, oleosi, come sangue, cucina, mobili bianchi, tutto macchiato come sangue, e schegge di vetro, dappertutto, esplosione di rabbia, bestemmie, volano come arerei da guerra, mi bombardano, il cuore, la testa, lo stomaco si chiude, non ho più fame, né sete, un blocco di cemento, va su e giù, su e giù, dalla testa al cuore allo stomaco alle gambe, va su e giù, vorrei strapparmi i capelli, piangere, urlare, invece, sto immota, nella mota che mi sommerge, atomo sperduto, sola nella mota, immota

Paola Tassinari alias Teoderica

Un Buon Anno Nuovo

 

Un Buon Anno Nuovo

Un altro anno è finito

Hai navigato sul tuo guscio di noce

In un mare ondoso e infuriato

Mal di denti e di schiena

Furori pianti e sussulti

Sconquassi di anima

Membra epilettiche

E pazienza, tanta pazienza

Tolleranza, clemenza e indulgenza

A volte alla sera col buio

ti sei sentita rassegnata

ma al mattino eri ben desta

e indomita eri pronta

a dare battaglia a casi

assurdi strani e folli

inimmaginabili eppure reali

forse alla fine hai vinto

e hai messo un mazzo di fiori

sul tavolo rotondo dei miti

e tutto è tornato come prima

del vento e della tempesta

tanto valeva non mettersi per mare

in fin dei conti non hai ottenuto

che la tranquillità che avevi già

ma che hai buttato

per avere principi e draghi

la nuova quiete valeva tanto dolore?

Forse sì, forse no

Ritorni fra lettere lontane

E non sai… ma sai

Che non ti resta altro che fare

Di non gettare la spazzatura

Di cantare e far scoppiare

Qualche botto

Un piatto rotto e poi

Cotechino, lenticchie, piselli e fagioli

Uva, frutta secca, un pezzo di strudel

E un cesto di pesche rosse al liquore

Per tentare di acchiappare

Usando i riti della tradizione

Un Buon Anno Nuovo

 

Paola Tassinari alias Teoderica