T’amo perché m’ami

T’amo perché m’ami

Calliope dalla bella voce

Erato il desiderio amoroso

Clio la storia infinita

Euterpe il dolce flauto

Melpomene la tragedia schizoidia

Polimnia dell’orchestra e del coro

Talia la fiorita che racconta

Tersicore che danza

Urania che ama il cielo

e la geometria sacra

le ho amate e mutuate

zoppicando come Ate

poi ho scelto, la decima musa

se tu credi siano nove

ti sbagli perché non sai

che Mnemosine

la loro madre

tenne nascosta la prediletta

nel giardino dei semplici

puoi non aver bisogno

delle nove sorelle

ma necessiti della decima

perché tutti hanno bisogno di Amore

è semplice, è molto semplice

spiegarti ora cosa sento per te

t’amo perché m’ami

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Normale

Normale

La fame e la sete

stremano il fisico

ma anche lo spirito

Il cibo diviene sangue

nutre cuore e cervello

sentimenti pensieri e idee

Allora mi chiedo perché

sazi e satolli

abbuffati di cibo

alimenti e vivande

manicaretti e dolcetti

siamo infelici e depressi

senza sorriso e senza speranza

La risposta sta nella norma

regola ordine costume

che nessuno abbia fame

che nessuno abbia troppo

La risposta sta nell’essere normale

quel normale che nessuno vuole più essere

 

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Stomaco contro cervello

Stomaco contro cervello

Lo stomaco brontola se ha fame

è normale

ti dice che il tuo corpo

si muove e pensa

ha bisogno di alimentazione

come un’auto quando è in riserva

non è normale

quando stomaco e cervello

non vanno d’accordo

così quando la mente

è triste e irrequieta

lo stomaco esige

cioccolato e dolci

vuol essere pieno

per placare i morsi

dei sensi irrisolti

oppure se ti senti un coniglio

lo stomaco ti inganna

e pretende vino birra e mosto

e ti fa sentire tosto

ma è tutto un inganno

è tutto perché

stomaco e cervello

sono in contrasto

 

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Di sempre e per sempre

 

Di sempre e per sempre

 

Cinquant’ anni, tanti e tutti passati

alle spalle velocemente, dolcemente

al sicuro in un recinto d’amore

non le era pesata la gabbia

ci aveva messo il corpo, il cuore,

ma non la mente, questa viaggiava

con don Chisciotte e i cavalieri antichi

sognando di mondi lontani, di draghi e di principi

così lei partì a cinquant’anni

col cuore battente di paura

alla scoperta di mondi lontani

di draghi e di principi

che visti da vicino scoprì

non erano altro

che aria fritta di scarso valore

le sue battaglie vinte o perse

erano comunque finite

volle così fortissimamente

tornare alla sua casa

la sua mente non più furiosa

la guerra finalmente finita

si rese conto che non aveva combattuto da sola

se alla fine forse aveva vinto e sorriso

era perché con lei

vi era sempre stato eroico e fedele

il suo Ronzinante

l’amore antico

di sempre e per sempre

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Tu

Tu

Vorrei tanto in queste ore buie

essere cullata dalla tua dolcezza

ne avevo uno zaino pieno

che ogni tanto aprivo

ne prendevo un poco

e mi bastava questo

il sapere e il ricordo

di un grande amore

ma ora in questo strano tempo

di mostri subdoli e invisibili

lo zaino non mi basta più

e all’improvviso mi manchi

mi manchi tu

di nuovo tu

e sempre tu

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Ti ricordi?

Ti ricordi?

Eravamo seduti

su un muricciolo

soli in mezzo alla gente

sorridenti e radiosi

di sole e d’amore

ti passavo con la lingua

la caramella e tu ridendo

la ripassavi a me ridente

brindavamo con baci briosi

e brillavamo brilli di brividi

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Marco Pantani

Marco Pantani

Marco Pantani una capatosta

di quelle che possono nascere solo in Romagna.

Il suo senso della vita, la sua malinconia

la sfogava con la bicicletta.

Che tirate sulle montagne

faticava come un matto

grondava ma stava incollato alla sella

vinceva con fatica e con sudore.

Le folle lo acclamavano, così lo rovinarono

non capivano che un campione

per essere così invincibile

deve scuoiarsi e strapparsi le viscere.

Si diventa così fragili perché si dà tanto

e quel tanto viene tolto dalla forza vitale.

Lo hanno ucciso frantumandogli

la fiducia in sé stesso

ma forse come insegna il mito

l’eroe, come Achille

muore verde e giovane

per entrare nella storia

e avere gloria immortale.

Così rimane e resta nel cuore

Il duello all’ultimo respiro di quel quattro di giugno

sul monte che portava il suo nome

di campione e di gladiatore

 

Paola Tassinari alias Teoderica

Ma tu che fai?

Ma tu che fai?

Resto a casa

ciò non toglie

che penso assiduamente

a chi sta peggio di me

non posso farci niente

se sento nella pelle

il dolore degli altri

vorrei cambiare

questa mia pelle

così sensibile

semplicemente

come fanno i serpenti

stanno male per qualche giorno

non mangiano arrabbiati

bevendo molta acqua

poi al momento giusto

iniziando dalla testa

sgusciano fuori

con una pelle nuova

Ma tu che fai?

Resto a casa e penso ai serpenti

forse così malvisti perché

nessuno di noi

avrebbe voluto cambiare

né pelle né altro

o forse sì

ma solo a parole

Ma tu che fai?

Resto a casa aspettando

muta la muta… ma tu?

 

Paola Tassinari alias Teoderica

 

Ma sono io

Ma sono io

Se fossi, se fossi cosa

sono ormai stanca

di rivangare il passato

in cerca di qualcosa

di meglio di quel che son stata

se fosse andata così

se fossi stata migliore

Se fossi, se fossi cosa

sono ormai stanca

di scrutare il futuro

per organizzare non si sa

che cosa o qualcuno

che poi vedi non va mai

come deve andare

Se fossi, se fossi cosa

sono ormai stanca

di pensarmi un serpente

un fiore o un drago

o magari regina del tempo

o se ci fossi ancora tu

e tu fossi quello che volevo io

Se fossi, se fossi cosa

sono ormai stanca

di questo condizionale

che son capace di rendere

assurdamente grande

e che mi impedisce

di vivere un qualsiasi

lucido e splendente

o normale presente

se fossi, se fossi cosa, ma sono io

 

Paola tassinari alias Teoderica