FERRAGOSTO

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FERRAGOSTO

Pedalo veloce

avvolta dal vento

arrivo in spiaggia

mi tuffo nel mare

ondoso e spumoso

mi stendo sulla rena

scrutando e indovinando

il volo alto dei gabbiani

poi mi trovo fra i rovi

con le dita tinte di rosso

avida mangio le assolate more

insaziabile e abile

rubo i fichi

dal ramo che pende

fuori dallo steccato

guardo la luna

che civetta col sole

mentre l’astro superbo

scioglie i suoi raggi

e l’abbraccia voglioso

E’ Ferragosto

il giorno dell’Assunta

quando la luna d’agosto

è la sposa

regina vestita di raso

rosso di rosa

rosa sfiorita

che se ne va

sul finire

del canto della cicala

 Teoderica

A SUA IMMAGINE

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Dio ha fatto l’uomo

A sua immagine

Dio ha fatto la donna

A immagine dell’uomo

Non discuto questo

Non mi interessa ciò

Quisquiglie per le guerre

potrai contrastare ciò

potrai negare questo

ma non potrai farlo

se per te sarà morto un uomo

che per questo gesto

è immagine divina

mentre tu sei solo riflesso

e pretendi di chiamare

in causa il nome di Dio

tu barbaglio di coda

che non credi né in Dio   

che non credi nell’uomo

Teoderica

 

CAPPUCCETTO ROSSO

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Cappuccetto rosso

Nel bosco felice va

Chi sei tu

Lupo lupo nero vai via

Cappuccetto rosso

Saltella raccogliendo fiori

Chi sei tu

Lupo lupo grigio vai via

Cappuccetto rosso

Canta mangiando una mela

Chi sei tu

Lupo lupo bianco vai via

Alla fine Cappuccetto rosso

Si accorse di essere rimasta sola

Non le piacque per niente

Chiamava

Lupo lupo nero  grigio bianco

Lupo lupo bello vieni da me

Ma nessuno arrivava

Solo il vento le rispondeva

Hai ciò che hai voluto tu

Io sarò il tuo lupo

Ti avvolgerò con la mia brezza

Ti bacerò col soffio del cielo

 farò l’amore con te

Sarò uragano o refolo di vento

Un soffio d’aria  musicale 

Con le note ricamerò

Il tuo cuore ferito

Teoderica

LA DIGNITA’

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La dignità

Dici bene tu

Non fare lo zerbino

Abbi dignità

Cosa è in fondo la dignità

Roba per uomini

A me non interessa

Ti ringrazio di quello che dici

Di solito non entro mai nel gioco

Abbandono prima dell’inizio

Perché so già di perdere

 Perché non ho tattiche

Se non quella che sono

Unica e ineguagliabile

irraggiungibile

Per un tozzo d’amore

Sempre negato

Teoderica

IL SIGNOR EROE

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Il signore eroe

Il signore eroe

Non è mai stanco

Perché deve  fare il cattivo

Perché deve fare il buono

Perché  deve fare il giusto

Il signore eroe

Non si ferma mai

Ma se volesse

Se si fermasse un po’ da me

Saprei cosa fare

Gli toglierei lo scudo e l’arco

E lo  sazierei con mille baci

Se poi non bastassero

Altri mille di baci gli darei

Continuerei fino a quando

Non mi dicesse

Basta hai vinto tu

Non faccio più l’eroe

Teoderica

IO CHE VOLEVO BALLARE IL TANGO

maremarghera 3

Da quando mi hai lasciato

sto nel fango

cerco di camminare leggera

in punta di piedi

ma l’acqua stagnante

la torbida

oscura

fangosa

fanghiglia

come marmaglia

mi assale alle gambe

e mi turba

quanto tempo

ancora

dovrò vagare

in questo limaccioso

pantano

e alla fine a forza

di stare nel fango

non sarò

pure io

diventata

melma, mota, fango

assediata da gentaglia

io che volevo

ballare il tango

non sono ormai

che fango offuscato

dal torbo pianto

 

Paola Tassinari alias Teoderica

IL NOSTRO AMORE LUCENTE

lilium velaIl nostro amore lucente

lo custodivo come un fiore

un fiore di Bach

innaffiandolo con l’acqua tiepida

perché non avesse freddo

ero certa, ero certa

che non sarebbe

finito mai

stupida sono stata

ho scelto la nostra canzone

canzone d’amore

ho voluto quella

proprio quella

stupida sono stata

ho scelto la nostra canzone

ho voluto quella

proprio quella

ho scelto il fiore di Bach

perché mi scioglievi

come la neve

al caldo del sole

e ho dimenticato

che la canzone

terminava

con la faccia di lei

pallida come un fantasma

io ho deciso

per quella canzone

quella che finisce

con un’ombra

più bianca del pallido

così l’amore lucente

che io volevo per sempre

era già segnato

mentre lo vivevamo

dell’ombra pallida

della sua morte

 

Paola Tassinari alias Teoderica

La Giraffa

mughettoni 11

La Giraffa

 

Ho in mano un pugno di perle

mi ricordano quello che è stato

e che non è più

Le portavo al mio lungo collo

collo da giraffa

tu mi guardavi 

mi guardavi innamorato

innamorato di me

di me che rendevi una dea

Ora ho le perle

il mio collo lungo

e non ho più te

ho solo tanta solitudine

e una collana di perle

per adornarla

 

Paola Tassinari alias Teoderica